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Primo Maggio 2026. Lavorando incessantemente

di Antonella Aristarci

GIACOMO E SOFIA

affitto utenze e cibo

altro non possono permettersi

Dalle tapparelle filtrano le prime luci del mattino, un suono elettronico irrompe nel silenzio della stanza, la mano cerca a tentoni il telefonino, una domanda nel dormiveglia “ma perché cavolo suona? Non devo andare da nessuna parte”. Giacomo si gira nel letto e cerca di ritrovare il sonno, ma all’improvviso la lucidità: “C’è la riunione online del Primo Maggio!”.

Cerca di svegliare Sofia, invano, intanto scende dal letto e va in cucina. Il tavolo è ancora occupato dai computer, ieri sera, come sempre, hanno lavorato fino a tardi. Accende il caffè, sposta i computer sul divano, mette la tovaglia e apparecchia per la colazione.

Il profumo del caffè sveglia Sofia che lo raggiunge in cucina.

Giacomo e Sofia sono freelance e operano nel campo dell’editoria, lavorano incessantemente dalla mattina alla sera per racimolare a malapena i soldi per l’affitto, le utenze ed il cibo. Non faranno mai figli, non compreranno mai un appartamento, non cambieranno mai l’auto, anche di vestiti ne acquisteranno pochi.

Oggi il lavoro autonomo che è una buona parte della classe operaia, è senza tutele, con prezzi al minimo ribasso alla mercé di imprenditori che non vogliono più investire, rischiare, che non considerano il capitale relazionale e la formazione di collaboratori che possano crescere all’interno delle loro aziende ed aumentarne la qualità del prodotto.

Ma l’aspetto più preoccupante è che non c’è più l’idea di essere una forza, si è soli contro tutti e in questo modo molto deboli.

Da un po’ di tempo Giacomo e Sofia si sono avvicinati ad una associazione che fa uno sportello informativo per questo tipo di lavoratori e pian piano hanno iniziato a partecipare attivamente cercando di coinvolgere altra gente.

Ma oggi hanno voluto trovarsi almeno online per discutere dei loro problemi, per fare delle proposte, sono tutti pallidi, scapigliati, ma fermamente vogliosi di portare avanti le loro ragioni.

Alla fine dell’incontro fanno un brindisi virtuale.

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