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Piccole straniere in classe. Ad EroStraniero lo scorso anno

Una bella esperienza

di Luisa Novello

Ascolto le notizie del giorno in TV, si parla del tetto massimo di alunni stranieri per classe, dei bambini stranieri nelle scuole italiane. Subito ripenso alla bella esperienza dello scorso anno scolastico nella mia classe di italiano a Erostraniero, perché sono state proprio due bambine straniere che l’hanno segnato in modo gioiosamente positivo. E una fin dalla nascita!

Il primo giorno di lezione facciamo conoscenza con i nuovi studenti, un bel gruppo classe con persone provenienti da luoghi diversi del mondo.Tra loro S., una giovane donna algerina, molto attenta e da subito partecipe, che aspetta un bambino e ha già un bel pancione. Già questa è decisamente una bella cosa.

Il corso va avanti e con il passare del tempo penso sempre più spesso che mi dispiace perdere presto questa brillante studentessa, perché fatalmente con la nascita della sua bambina (a questo punto sappiamo che è una femminuccia) dovrà restare a casa e non frequenterà più. A dicembre infatti S. non viene più a lezione, ma resta in contatto con noi tramite il marito che ci dà anche la notizia della nascita della loro piccola.

A fine gennaio, una bella mattina di sole, a lezione già iniziata qualcuno bussa, la porta si apre lentamente e appare una carrozzina. Sorpresa! S. ci ha portato la sua bimba! Vedere questa minuscola meravigliosa creatura ci riempie di gioia. Tutti la vogliono vedere, la guardano con affetto e tenerezza, qualcuno vuole prenderla in braccio. La neo mamma è disponibile e felice di condividere questo momento con noi.Quello che però ci sorprende ancora di più e ci fa davvero piacere è che, dopo, S. non se ne va ma si siede, sistema la piccola accanto a sé e partecipa alla lezione, come farà fino alla fine del corso. Alla mattina arriva con la sua bimba, le altre donne la aiutano, segue attivamente le attività, distratta solo da qualche versetto o necessità della bimba. A metà mattina si apparta per allattare.

Noi siamo emozionati, questa piccola vita riempie l’aula di serenità. Ha trasformato il clima in classe, favorendo realmente l’integrazione del gruppo. Le donne la coccolano, scambiano opinioni e consigli con le neo mamma. Alcuni dei ragazzi, e questo fa davvero tenerezza, la vogliono tenere in braccio, scherzano con lei con dolcezza. Due sono giovani padri e forse vedono in lei il figlio che hanno lasciato nel loro paese. Nessuno esce mai dall’aula senza salutarla.

Mese dopo mese la vediamo crescere e iniziare ad osservarci con i suoi occhioni attenti e curiosi, fino al termine delle lezioni quando partecipa alla Festa di fine anno con i suoi genitori ed è davvero una festa averla con noi.

Ma non è finita qui, perché siamo stati davvero fortunati, c’è un’altra bimba straniera che ha rallegrato la nostra classe.

T. ha 4 anni, va alla scuola materna, parla benissimo l’italiano, anzi parla e canta che non la finisce più. La nonna viene dal Camerun e, qualche volta, quando non sa a chi lasciarla, per non perdere la lezione, la porta con sé. Certo fa un po’ di confusione, ma ha un sorriso contagioso e tanta voglia di parlare con tutti. Quando c’è, ci trasmette la sua allegria e ogni tanto ci strappa una risata. Anche lei partecipa con la nonna alla Festa di fine anno, è parte del gruppo e ha contribuito, senza saperlo, a renderlo migliore. Tutto questo è molto altro è stato avere due bambine straniere nella nostra classe.

Ma sono poi straniere queste bambine nate in Italia?

2 risposte a “Piccole straniere in classe. Ad EroStraniero lo scorso anno”

  1. Anna Cafaro

    Grazie a Luisa Novello per aver condiviso con noi lettori questa esperienza Un articolo nato dal profondo senso dell’ inclusione da chi volontariamente mette a disposizione le proprie competenze a servizio degli altri senza distinzione di colori o origini senza nessuna emarginazione Rispetto, inclusi vita, dignità sono i sentimenti che in ognuno di noi dovrebbero prevalere per essere delle persone migliori

    1. Raffaele Facci

      Si, Anna, una bella esperienza di inclusione che ci ha trasmesso Luisa Novello.
      La mamma algerina che torna, appena può per imparare l’Italiano, con “questa piccola vita che riempie l’aula di serenità”.
      Poi la piccola camerunense, con la nonna studentessa. La piccola, nei suoi quattro anni, ” ha contributo a rendere migliore il gruppo”.
      Ci teniamo a condividere queste esperienze nella consapevolezza che possiamo e dobbiamo coltivare uno stile per feconde relazioni.

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2 pensieri riguardo “Piccole straniere in classe. Ad EroStraniero lo scorso anno”

  • Anna Cafaro

    Grazie a Luisa Novello per aver condiviso con noi lettori questa esperienza Un articolo nato dal profondo senso dell’ inclusione da chi volontariamente mette a disposizione le proprie competenze a servizio degli altri senza distinzione di colori o origini senza nessuna emarginazione Rispetto, inclusi vita, dignità sono i sentimenti che in ognuno di noi dovrebbero prevalere per essere delle persone migliori

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    • Raffaele Facci

      Si, Anna, una bella esperienza di inclusione che ci ha trasmesso Luisa Novello.
      La mamma algerina che torna, appena può per imparare l’Italiano, con “questa piccola vita che riempie l’aula di serenità”.
      Poi la piccola camerunense, con la nonna studentessa. La piccola, nei suoi quattro anni, ” ha contributo a rendere migliore il gruppo”.
      Ci teniamo a condividere queste esperienze nella consapevolezza che possiamo e dobbiamo coltivare uno stile per feconde relazioni.

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