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Carpi: più la conosco più la amo. Il mio primo incontro con la città.

Da EroStraniero n. 8 – Settembre 20216

Di Mira Boykova, studentessa di EroStraniero

L’Italia che ho trovato, non era proprio quella di cui avevo sentito parlare prima. Forse perché di solito, allestero, quando si dice Italia, la maggior parte delle persone immagina Italia meridionale. Io sapevo che esiste notevole differenza, ma, dopo il mio arrivo e dopo che ho visto diverse parti dell’Italia mi sono resa conto che la differenza è enorme.

Durante i primi giorni e le prime settimane volevo fotografare tutto: la gente, le vetrine dei negozi, i vecchi edifici, i vicoli romantici, le finestre colorate tutto! Quello che mi colpiva di più era l‘arte in tutte le sue forme e il fatto che, in una piccola città, si potessero vedere le vetrine dei negozi decorati ogni settimana diversamente, signore anziane elegantissime appena uscite dal parrucchiere e signori altrettanto distinti passeggiare sotto i portici. La moda, lo stile si percepiva dappertutto, in ogni genere, in ogni età, in ogni angolo della città.

Ho capito che qua il tempo è molto relativo, tutti abbiamo sentito che gli abitanti dello stivale non hanno mai fretta. E sì, questo vale al 100 % quando parliamo della coda in un supermercato ad esempio, ma sicuramente no quando si tratta di prendere un caffè o mangiare una pizza. Qui un minuto è completamente sufficiente per un caffè e, mentre io sto ancora mescolando lo zucchero del mio caffè, l italiano accanto ha già bevuto il suo. Comunque rimangono sempre i cliché della dolce vitae del dolce far niente. Anche oggi, dopo due anni a Carpi, non riesco ancora a capire cosa fanno tutti quelli che riposano dal lavoro ogni giorno dalle 12 alle 16, quando tutto chiude e la città sembra un decor” per film. Parlando dei cliché, vorrei smentire il detto che gli italiani non sanno linglese. Quando ero appena arrivata e sapevo al massimo dieci parole di italiano, mi

succedeva spesso che nei negozi le commesse mi parlassero in inglese ed ero io quella che insisteva a parlare in italiano, perché avevo una gran voglia di imparare.

Quando si parla di cucina, nella zona, il bere e il mangiare sono quasi una religione e, non a caso, la regione è famosa per essere considerata una delle migliori cucine italiane. Mi sono convinta che non si può sbagliare a Carpi, ovunque tu vada, si mangia benissimo. All’inizio mi stupivo delle domande degli italiani tipo: cosa hai mangiato?” oppure qual è la tua gelateria preferita?”, ma ormai non ci faccio caso, perché, a dire il vero, anch’io parlo spesso di cucina, nuovi ristoranti e ricette. Cè voluto del tempo, ma mi sono abituata a bere il vino frizzante , senza il quale non so come

facevo a vivere prima. E il fatto che la gente mangi gelato tutto l’anno è stata una sorpresa piacevole, perché, nel mio paese, ero io quella straniera che cercava il gelato durante il Natale.

Divertente e noiosa, colorata e nebbiosa, vivace e tranquilla, conosciuta e sorprendente, questa è Carpi e, più la conosco, più la amo!

Occhiali in Piazza Martiri al Festival Filosofia di Carpi

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