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EroStraniero alle radici. Luogo di creatività generativa

Accogliere Ascoltare

di Valeria Magri

Un esempio di spazio liminale nella condivisione delle esperienze tra donne straniere ad Erostraniero nell’anno 2014

“IN VIAGGIO PER…”

Laboratorio fatto con le donne straniere a Ero Straniero di Carpi nei mesi di marzo-aprile 2014

Da dove sono partita e dove sono arrivata.

La mia storia si intreccia con le storie delle altre attraverso la parola, lo sguardo, l’emozione, il sentire e l’ascolto. Per tessere una tela comune.

E’ terminato a fine aprile il percorso autobiografico rivolto alle donne straniere che frequentano i corsi di italiano ad Ero Straniero di Carpi. Il laboratorio si è svolto in un arco di 4 incontri. Il gruppo ha potuto condividere, in uno spazio protetto, i propri vissuti, le proprie esperienze con massima libertà espressiva. L’intenzionalità del percorso è stata di proporre un laboratorio autobiografico di narrazione e scrittura che prevedesse il recupero delle proprie memorie, relative al Paese d’origine ed anche ai Paesi che si sono attraversati e nei quali ci si è fermati. L’idea è stata quella del viaggio, di fare un cammino insieme con le proprie storie di vita e le proprie scritture, favorendo la creazione di un clima di appartenenza al gruppo stesso.

Le donne che hanno partecipato vengono da Paesi diversi: il Marocco, l’India, il Pakistan, la Romania, la Moldavia, l’Ucraina.
Durante gli incontri, le partecipanti, hanno raccontato ed anche scritto alcuni particolari aspetti del loro Paese d’origine come gli usi, i costumi, le tradizioni. Elena della Moldavia dice che “… dal 1 marzo e per tutto il mese c’è la Festa Marzolino e ci sono i fiori che escono dalla neve”, Domnica della Romania dice che “… per la festa di Natale e di Pasqua si riunisce tutta la famiglia”, Asma del Marocco dice che “… durante le Feste la famiglia è sempre unita, tutti vanno al pranzo dove si mangia ma anche si parla” Anche Aneeza del Pakistan parla di tante belle feste insieme alla famiglia. Tutte condividono il ricordo dei profumi, degli odori e dei sapori del loro Paese d’origine.

Tutte le donne sognavano il nuovo Paese raccontando la felicità di poter partire, l’immaginazione, i desideri, le speranze ma anche sentimenti come la paura e l’incognita del nuovo. Asma dice: “Ero felice di andare con mio marito ma avevo paura di non vedere più la mia famiglia”, Domnica dice: “da piccola sognavo di venire in Italia, il mio sogno è diventato realtà. Mi piace molto l’Italia, il suo patrimonio artistico, ma ho avuto paura del razzismo, della gente, invece mi trovo bene, ho trovato persone buone”.

Tutte le donne dicono di trovarsi bene a Carpi, di avere incontrato buone persone, capaci di accoglierle e di farle sentire bene e utili per le famiglie italiane. Asma ha parlato spesso durante questi incontri di una signora anziana che l’ha accolta e con la quale ha condiviso lavori domestici e scambi di ricette e cibi. Questa signora italiana è stata per lei un riferimento importante in questa nuova comunità ritrovando forse un po’ di quella famiglia che ha lasciato in Marocco.

E per finire, quando abbiamo fatto il gioco della scatola dei desideri dove ognuna di loro doveva scrivere i propri desideri per il futuro, questi sono quelli emersi: imparare di più la lingua italiana, fare la cuoca e avere l’automobile, ritornare al proprio paese fra qualche anno, che la figlia si sposi e poterla aiutare a crescere i bambini, una casa in Italia, un futuro bello per tutti, che finisse la risi, vedere il mondo e vivere in pace.

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