Libertà di stampa e democrazia. Testimoni di ieri e di oggi
Al Campo di Concentramento di Fossoli il premio Odoardo Focherini

Questo l’argomento trattato al convegno tenutosi al Campo di Fossoli, il 10 aprile.
Realizzato con il patrocinio del Comune di Carpi, la Diocesi di Carpi, la Provincia di Modena e in collaborazione con l’ordine dei Giornalisti dell’Emilia Romagna, l’Unione di stampa cattolica e l’Avvenire.
Partecipazione molto sentita, con la presenza di autorità istituzionali quali il Sindaco di Carpi Riccardo Righi e l’Arcivescovo di Modena Nonantola e Carpi Erio Castellucci.
L’evento è stato occasione per la consegna del premio per la libertà di stampa, dedicato alla memoria di Odoardo Focherini, giornalista anch’egli e morto nel 1944 nel campo di concentramento di Hersbruck in Germania. Il premio, istituito da Associazione Stampa Modenese, Fondazione Fossoli e Diocesi di Carpi, è stato consegnato quest’anno a Nello Scavo giornalista investigativo e di inchiesta di Avvenire.

Gli interventi che si sono susseguiti durante il pomeriggio, testimoniano la centralità di una stampa libera e indipendente, soprattutto per la salvaguardia delle democrazie che si reggono su cittadini informati e consapevoli. A questo proposito, dopo i saluti istituzionali, ci sono stati vari interventi tra cui Alessandra Conte, segretaria generale della Federazione stampa nazionale, che ha sottolineato la precarietà della categoria oggi e di come il lavoro dei media sia importante per la formazione dell’opinione pubblica. Un altro intervento quello di Silvestro Ramunno, Presidente dell’Ordine dei Giornalisti dell’Emilia Romagna che ha sottolineato quanto oggi si faccia disinformazione e non informazione, quella vera che contribuisca a formare un pensiero critico nel cittadino. “Purtroppo oggi – dice Ramunno – la verità non è più un paradigma, ma ciò che conta è lo schierarsi, si tende a semplificare e a non far circolare ciò che è vero”.
Interessante anche l’intervento di Nello Scavo, in collegamento da Beirut, che, oltre a ringraziare per il premio consegnatogli, parla della critica situazione in cui si trovano ad operare i giornalisti nei luoghi di conflitto, della loro difficoltà a reperire informazioni veritiere laddove le persone non parlano per il timore di essere minacciate e identificate e quindi di subire danni nei loro confronti e dei familiari. “… ed è così – dice Nello Scavo – che viene messa in crisi la democrazia nel momento in cui i cittadini non vengono informati in maniera esaustiva”. E per finire questo interessante pomeriggio a Fossoli, ha avuto luogo il dialogo tra l’inviato di Al Jazeera a Gaza Safwat Kahlout e il presidente del Comitato scientifico della fondazione Fossoli Emanuele Fiano sul tema ‘Libertà di stampa in un conflitto. Il caso di Gaza e il sacrificio degli operatori dell’informazione’.


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