Applausi al Sole che tramonta. Gioia di luci e colori
L’Erasmus e l’arte di crescere
di Sara Giuffrè
Nonostante la propaganda che spesso strumentalizza le differenze tra i popoli e l’aumento dei prezzi degli affitti in tutta Europa, ogni anno migliaia di persone scelgono di trasferirsi temporaneamente all’estero. L’agenzia educativa dell’Unione Europea (EACEA – European Education and Culture Executive Agency), infatti, si è distinta negli anni per aver creato dei finanziamenti ad hoc per permettere il pagamento di borse di studio, che diano la possibilità di vivere in un Paese diverso dal proprio per un tempo limitato. All’interno dell’Erasmus, nel progetto contenitore, rientrano vari tipi di mobilità. I più popolari sono l’Erasmus per studio, l’Erasmus per tirocinio, l’Erasmus Mundus (una laurea specialistica con classi di studenti provenienti da tutti i continenti) e i Blended Intensive Programs (programmi di mobilità breve, con una durata di una o più settimane). Sebbene le motivazioni che spingono una persona a fare domanda per l’Erasmus siano molteplici e spesso personali, rimane la costante che sempre più persone sentono il desiderio di misurarsi con una dimensione interculturale. In questo contesto è difficile dare una definizione di cultura. Forse la si potrebbe sintetizzare con “quello che rende un italiano italiano” oppure “quello che rende una finlandese finlandese”. Nessuno sa cosa sia esattamente, ma sappiamo tutti che c’è. Fortunatamente, però, a molte persone viene la curiosità di andare a vedere come sono effettivamente, al di là degli stereotipi, questi finlandesi, oppure questi greci o turchi.

Il programma Erasmus ha talmente tanti obiettivi primari, principalmente educativi, economici e sociali, che non basterebbe un solo articolo per descriverli tutti. Tuttavia, vorrei soffermarmi su alcune delle conseguenze secondarie, ovvero quei vantaggi non immediatamente scontati che si possono trarre da un’esperienza di questo tipo. Uno tra tutti è lo sviluppo dell’empatia. Avere a che fare ogni giorno, per un periodo prolungato, con persone di un altro Paese spinge inevitabilmente a chiedersi perché reagiscano alle situazioni in modo diverso da noi. Questo esercizio, che raramente ci viene spontaneo da fare in patria, durante l’Erasmus è all’ordine del giorno. Ad esempio, si può iniziare a chiedersi perché agli irlandesi piaccia particolarmente la musica folk oppure perché gli sloveni leggano molto più degli italiani. La cultura, in questo senso, è una vera e propria lente, attraverso la quale si guarda il mondo. E cambiarla cambia tutto.

Un’ulteriore grande partita si gioca poi nel campo delle emozioni. La mobilità Erasmus è una delle esperienze più complete per comprendere il significato e l’utilità delle emozioni. Si parte pensando di conoscersi a fondo, di aver sperimentato tutto di noi stessi, e invece si ritorna inevitabilmente maturati emotivamente e più consapevoli. C’è sempre qualcosa in più che si scopre di sé, un pezzettino del complesso puzzle della nostra identità che, prima di quella singolare esperienza di vita vissuta all’estero, era sfuggito. A dimostrazione di ciò, io stessa rimasi molto stupita quando, durante il mio Erasmus Mundus a Lisbona, scoprii che i portoghesi si ritrovano abitualmente all’aperto per guardare il tramonto e, nel momento in cui il sole scende finalmente sotto l’orizzonte, fanno un lungo applauso per ringraziare lo spettacolo della Natura. Quando anch’io, per la prima volta, applaudii il sole, sentii di aver raggiunto un nuovo livello di maturità emotiva. Avevo visto molti tramonti prima di quello, ma evidentemente non mi ero mai emozionata.


4 risposte a “Applausi al Sole che tramonta. Gioia di luci e colori”
-
Il programma Erasmus è uno dei più riusciti dell’Unione Europea per i tanti motivi riportati dall’articolo. Questo, oltre che sulla speciale esperienza che fanno i ragazzi di immergersi in culture diverse, si sofferma anche sulla maturità emotiva che li aiuta a raggiungere. Tutti noi conosciamo ragazzi e ragazze che fatta questa esperienza ci confermano questo risultato.
-
Che meraviglia!
Voi giovani avete il mondo in mano!
Io appartengo ad un mondo vecchio che neppure concepiva simili esperienze!
Sono felice per voi, giovani!
Vivendo queste meravigliise esperienze crescete non solo “italiani”, “europei “, ma davvero cittadini del mondo!
So anche che ve lo meritate, perché avete coraggio…
Vi auguro che nessuna guerra distrugga lo splendore della nostra terra e che nessun pregiudizio vi ostacoli.
Ho fiducia in voi giovani!
Grazie prr essere consapevoli ed apprezzare che non si finisce mai di imparare! Buon futuro! -
C’è tanto bisogno di gesti che ci facciano sentire insieme agli altri!
Grazie Sara di questa bell’immagine che ci hai portato.
In questi momenti bui la speranza la ripongo in voi giovani curiosi e vogliosi di scoprire le diversità e di farne tesoro, l’Erasmus è una delle poche cose belle e utili pensate negli ultimi decenni.
Grazie ancora!!!!!!-
Gentili Silvia, Fosca e Antonella,
concordiamo con le vostre belle considerazioni a margine del contributo di Sara Giuffre’. In particolare riguardo alla fecondita’dell’Erasmus.
Necessita’ di Europa e di europei formati per la democrazia e la pace.
Continuiamo a costruire insieme in questo alveo.
-

Lascia un commento