Bellezza fa rima con Salvezza. Protegge i nostri pensieri dall’impotenza
Sebastião e Lélia Salgado

Ogni giorno siamo bombardati da notizie di sofferenza, morte e distruzione che intristiscono l’anima e alimentano i pensieri di impotenza. Cosa salverà l’uomo dall’assuefazione alla violenza e dal nichilismo, che rende la persona incapace di prendere posizione su ciò che non è giusto?
Io ho trovato la mia risposta un venerdì sera in un programma televisivo. Ebbene sì, ci sono ancora programmi ben fatti che danno speranza e fanno pensare.
La trasmissione televisiva parlava dell’intelligenza delle piante, della bellezza dei fiori, della ricchezza degli ecosistemi e di persone che, nell’incontro con la natura, hanno trovato il loro equilibrio.

Il conduttore e il suo ospite hanno raccontato la vita del fotoreporter umanista Sebastião Salgado, un illuminante esempio dell’evoluzione dell’animo umano.
Per semplificare, la dividerò in quattro fasi:
Prima fase: Salgado nasce ad Aimorés, nello stato brasiliano del Minas Gerais, e trascorre la sua infanzia in una fattoria immersa nella natura. A diciannove anni si trasferisce a Parigi e si laurea in economia. Poi comincia una brillante carriera come economista internazionale. Per lavoro viaggia in Africa, Asia e America Latina.

Seconda fase: dopo un viaggio in Ruanda, in cui scatta le sue prime fotografie, ritrae la condizione dei profughi, e lì scopre la sua vocazione. Lascia il lavoro da economista e diventa fotoreporter; nelle sue fotografie racconta la storia dell’uomo povero ed emarginato.
Racconta della fatica dei minatori in Brasile, dei pescatori in India, dei raccoglitori in Africa.
Racconta la disperazione delle migrazioni di massa dovute al cambiamento climatico e alle guerre. La sofferenza delle persone nei campi profughi. Diventa testimone della deriva dell’umanità. Ma tutto questo dolore e distruzione appesantiscono la sua anima e si ammala. Smette di fotografare.

Terza fase: torna in Brasile e si rende conto che della foresta Atlantica brasiliana è rimasto solo il ricordo di quando era bambino. Sebastião, con la moglie Lélia, fonda l’Istituto Terra e in vent’anni piantano più di quattro milioni di alberi, ridando nuova vita al territorio.
Nello sforzo per ricostruire l’ambiente naturale, ricostruisce se stesso e la fiducia nell’uomo. Nel risarcire la natura della distruzione subita, la sua anima guarisce. Riprende a fotografare.
Quarta fase: vuole testimoniare la rovina delle aree naturali per convincere l’uomo a smettere di distruggere. All’inizio decide di fotografare la devastazione delle foreste e l’inquinamento dei territori, per mostrare la brutalità dell’agire umano. Poi cambia idea e comincia a fotografare la natura nella sua eterea bellezza, sorretto dall’idea che: «Se l’uomo si innamorerà della natura, poi farà di tutto per proteggerla». In questa sua nuova visione fotografica, l’uomo vi entra solo se vive in armonia con la natura.

Le sue fotografie sono ancora in bianco e nero, perché il colore limiterebbe le emozioni di chi guarda. Hanno una bellezza e una forza che arrivano nel profondo dell’anima.
Dal percorso della vita di Sebastião e di Lélia si può imparare che la natura è bellezza e la dispensa a tutti quelli che si fermano ad ammirarla; coltivare relazioni profonde rende l’uomo ricco e fiducioso, che la serenità è contagiosa ed è sempre la scelta migliore. Ciò non significa crearsi una bolla dove negare la distruzione, le guerre e la sofferenza che c’è nel mondo. Significa avere delle fonti che ricaricano la nostra anima e proteggono i nostri pensieri dall’impotenza.

2 risposte a “Bellezza fa rima con Salvezza. Protegge i nostri pensieri dall’impotenza”
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Che bella storia Manu!!!
Dà speranza. Soprattutto i momenti più brutti della nostra vita se non ci fanno soccombere sono forieri di cambiamento, in meglio.-
Certo, Antonella!
Speranza che non cede. Non siamo impotenti.Le nostre volonta’, nella fiducia, fanno la differenza. Se ci crediamo e lo facciamo in saggio gioco di squadra, possiamo agire il cambiamento.
Salgado ce lo conferma.
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