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Per un lavoro dignitoso. Da un pomeriggio di un giorno d’estate

EroStraniero progetto e giornale in sinergia

di Antonella Aristarci

Le riunioni al giorno d’oggi, diciamo la verità, spesso sono molto noiose. Talvolta non se ne comprende l’esigenza, o perché non c’è niente da dire o perché sembra che tutto sia già stato deciso a priori.

Quel pomeriggio di giugno, con 40 gradi all’ombra, ci troviamo noi della redazione del giornale con il comitato di Ero Straniero. All’ordine del giorno c’è una domanda cruciale: cosa possiamo fare per favorire l’inserimento lavorativo dei nostri studenti? Come volontari sappiamo bene che l’alfabetizzazione linguistica è il primo, indispensabile passo; tuttavia, senza un lavoro dignitoso, la vera integrazione rimane un miraggio. Da qui l’idea, che aleggiava nell’aria, di provare a coinvolgere direttamente il mondo degli imprenditori locali.

Da parte nostra, però, gli interrogativi e le resistenze erano tanti: “Gli imprenditori?”, “E noi del giornale, in tutto questo, cosa c’entriamo?”. Insomma, la predisposizione d’animo non era delle migliori. Circolavano sguardi interlocutori, stanchi, appesantiti dall’afa.

Andrea, promotore di questo incontro, prende la parola ricordando che la priorità della nostra associazione resta, senza dubbio, l’insegnamento dell’italiano. Spiega, però, che per fare un salto di qualità dobbiamo capire quali siano le reali necessità di chi assume. Per questo sollecita una presenza più attiva del nostro giornale: non solo come spazio di racconti, ma come strumento per leggere la realtà del territorio attraverso dati, numeri e inchieste concrete sul lavoro.

Una giovane donna al puntino

Il pratico Danilo ha subito rilanciato con una proposta molto concreta: preparare e distribuire un questionario mirato alle aziende del territorio che già oggi impiegano una percentuale significativa di personale straniero. Parliamo di settori chiave come la logistica, l’edilizia, la lavorazione delle carni e i servizi ambientali di AIMAG (la nostra multiutility locale). Questo ci permetterebbe di mappare i bisogni formativi reali e capire dove si concentrano le opportunità.

Da quel momento, il dibattito si accende e per tutti i presenti il tema centrale diventa uno solo: la formazione professionale.

Giliola, che era rimasta in ascolto fino a quel momento, prende la parola per condividere una bellissima notizia: grazie all’infaticabile lavoro di Paola, è stato siglato un accordo con FormModena per avviare un corso rivolto a un gruppo di donne, straniere e italiane insieme. L’obiettivo? Insegnare l’uso della “macchina per il puntino”, una particolare cucitura ornamentale tipica della maglieria di alta qualità, una competenza artigianale straordinariamente ricercata dalle aziende del distretto tessile carpigiano ma ormai quasi introvabile.

Questo annuncio apre uno squarcio di “possibilità” in un momento storico in cui tutto sembra difficile, bloccato, immobile. Mi sono sentita bene in questa dimensione che parte “dal basso”, dove non si aspettano soluzioni dall’alto ma si comincia a fare, in prima persona, con le risorse che si hanno a disposizione.

Negozio Cinque Pani: realtà che ha accolto come volontaria una nostra studentessa

È un inizio, un piccolo cantiere condiviso, che spero possa servire da stimolo e da esempio anche per le istituzioni pubbliche, che di questi temi dovrebbero occuparsene istituzionalmente.

Mi ha colpito molto anche il tono del nostro confronto: ognuno ha espresso le proprie idee con passione ma senza prevaricazioni. L’atmosfera, alla fine, era davvero quella del “costruire”.

Quel pomeriggio afoso ha continuato a far risuonare pensieri anche nei giorni successivi. Chiacchierando con altre persone, l’entusiasmo ha contagiato anche loro e sono nate tre proposte concrete su cui riflettere per il futuro:

  1. Il canale con le agenzie interinali: i nostri interlocutori non devono essere solo i singoli imprenditori, ma anche le agenzie di lavoro somministrato, che hanno costantemente il polso delle richieste del mercato locale.

  2. La rete territoriale: dobbiamo mettere in sinergia le forze del territorio, creando un ponte stabile tra il Comune (con i suoi servizi sociali e di orientamento) e le Scuole Professionali, per non disperdere le risorse.

Negozio Cinque Pani: prodotti a KM zero
  1. I tirocini brevi di orientamento: potremmo proporre ad alcune aziende di accogliere i nostri ragazzi per un primo e brevissimo contatto con il mondo del lavoro. Un’esperienza di poche settimane, coperta da una semplice assicurazione a carico del progetto, strutturata in modo da non prestarsi a forme di sfruttamento ma da servire come reale “palestra” formativa e di reciproca conoscenza.

Adesso sono qui a scrivere questo articolo, con la speranza che chi legge possa aggiungere la propria voce, regalandoci qualche idea nuova a cui non avevamo ancora pensato.

Ecco cosa possiamo fare : accendere dibattiti, far circolare le idee, unire i puntini. Siamo una compagine che non ha paura di farsi domande difficili perché crede che, anche dentro una realtà complessa, ci siano infinite risorse da attivare. In fondo, come scriveva Emily Dickinson, “si può vivere nella possibilità”.

Negozio Cinque Pani: altri prodotti a KM zero

2 risposte a “Per un lavoro dignitoso. Da un pomeriggio di un giorno d’estate”

  1. Fosca

    Che idee meravigliose! Complimenti a tutti voi! Siete usciti dal già splendido lavoro dell’insegnamento della lingua italiana per conquistare una vita di lavoro sereno e decoroso per i nostri stranieri! Avete allargato l’orizzonte oltre ogni aspettativa, con concretezza e lungimiranza!In un mondo che, purtroppo, sembra remare all’incontrario, date forza ad iniziative concrete importantissime! Complimenti e…avanti tutta!!

    1. Raffaele Facci

      Certo, Fosca, un volontariato “a tutto tondo”. Si tratta di incontrare la persona, con l’Italiano come precondizione necessaria.
      Poi il resto, nello svilupparsi della relazione. Iniziative come “il puntino” o il raccordo con ” Cinque pani, emporio partecipativo”, di cui ci dice Antonella,vogliono attivare utile reciprocità.

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2 pensieri riguardo “Per un lavoro dignitoso. Da un pomeriggio di un giorno d’estate

  • Che idee meravigliose! Complimenti a tutti voi! Siete usciti dal già splendido lavoro dell’insegnamento della lingua italiana per conquistare una vita di lavoro sereno e decoroso per i nostri stranieri! Avete allargato l’orizzonte oltre ogni aspettativa, con concretezza e lungimiranza!In un mondo che, purtroppo, sembra remare all’incontrario, date forza ad iniziative concrete importantissime! Complimenti e…avanti tutta!!

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    • Raffaele Facci

      Certo, Fosca, un volontariato “a tutto tondo”. Si tratta di incontrare la persona, con l’Italiano come precondizione necessaria.
      Poi il resto, nello svilupparsi della relazione. Iniziative come “il puntino” o il raccordo con ” Cinque pani, emporio partecipativo”, di cui ci dice Antonella,vogliono attivare utile reciprocità.

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