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Servire la vita. Pace non guerra

“L’Italia ripudia la guerra”
di Raffaele Facci

Mentre siamo in uscita col Giornale di Ero Straniero a stampa, di nuovo venti di guerra spirano in Medio Oriente.

Pochi giorni fa un breve quanto intenso viaggio ci ha portato in Israele e Territori, a seguito della richiesta che viene dalla Terrasanta, per la ripresa di una presenza, venuta quasi totalmente meno dopo il 7 ottobre 2023.

Siamo andati in nove giornalisti dell’Emilia-Romagna.

Una famiglia, una società proteggono i propri membri, il problema nasce quando: “forza e difesa perdono misura, quando smettono di servire la vita e iniziano a governare l’altro attraverso la paura”. Così Franco Vaccari in Avvenire del 1° marzo. Continua: “I segnali del passaggio dalla forza alla violenza sono noti: la perdita della parola sostituita dall’insulto; la banalizzazione di chi esprime preoccupazione; la trasformazione dell’altro in nemico astratto; umiliazione normalizzata, la glorificazione della forza come unico linguaggio efficace….Riconoscere questi segni è un compito educativo e culturale prima ancora che politico”.

Pranzo al campo profughi di Aida

Guardando al mondo vediamo come, tenere ferme le regole a disciplinare una corretta convivenza debba essere impegno irrinunciabile.

In questo momento impegnativo, inseriamo questo viaggio, nel nostro interesse e nella volontà attiva per superare le situazioni di conflitto, purtroppo ampiamente diffuse nel villaggio globale. Far guerra è sempre inaccettabile. In particolare ricordiamo i ripetuti contributi su Ucraina e Birmania che ci impegnano come giornale. A seguire, troverete incontri, immagini e documentazione sul viaggio in Terrasanta. Prima riprendiamo sugli sviluppi del lavoro dentro e fuori dal gruppo di Redazione, in questi mesi.

Serena Pedrazzoli ospite in Redazione e Forum Giovani

L’assessora ad Ambiente, Patrimonio verde, Giovani, Progetto Europa e Relazioni internazionali, del Comune di Carpi, Serena Pedrazzoli è stata nostro ospite in Redazione. Nel tradizionale incontro col gruppo dei componenti la Redazione, sono stati presenti e partecipi vari insegnanti di Ero Straniero-progetto ed altri graditi invitati.

Fra Francesco Ielpo Custode di Terrasanta

I temi che riguardano ragazzi e giovani, Europa e relazioni internazionali sono, da sempre, al centro del nostro interesse, per questo abbiamo dato spazio a lavori ed obiettivi del FORUM GIOVANI.

Il giornale in fecondo sviluppo

Si sta ampliando il numero di coloro che partecipano attivamente alla vita ed ai fini del giornale. Come potete notare dai contributi in uscita on line [www.erostraniero.org] e a stampa negli ultimi mesi, compaiono articoli prodotti da giovani e da insegnanti di EroStraniero-progetto. Alcuni giovani collaborano in modo continuativo con il giornale. Così, pure, in particolare dalla scorsa estate, si va ampliando una maggiore interazione tra gli insegnanti volontari di EroStraniero-progetto ed il gruppo di Redazione. Ne scaturiscono testimonianze su vita e vicende di singoli studenti di origine straniera, efficaci ed utili descrizioni del lavoro didattico in disponibile condivisione. Personali motivazioni e soddisfazioni dei volontari insegnanti.

Necessaria la presenza

DOVE E’ FINITO L’UOMO”

Il viaggio in Terrasanta

Gerusalemme. Al Getsemani, nell’Orto degli Ulivi, accanto alle giovani piante messe a terra dagli ultimi papi, pellegrini in TerraSanta, un ulivo del tempo di Gesù distende ai suoi piedi la scritta: PEACE.

Betlemme. Madonna del Sorriso

Siam qui per questo, noi nove giornalisti dell’UCSI [Unione stampa cattolica italiana] dell’ Emilia-Romagna.

Siamo col vescovo di San Marino-Montefeltro Domenico Beneventi, delegato per le Comunicazioni sociali della Conferenza episcopale regionale. Un grazie, per il supporto, alla Petroniana-viaggi di Bologna.

Al ritorno Francesco Zanotti, nell’editoriale di Risveglio, settimanale dell’archidiocesi di Ravenna, scriverà:

“Molti si interrogano sulla presenza di Dio. Perchè il Signore permette quel che accade in Terra Santa?”

Conclude citando il vescovo Domenico, che invita a chiedersi dove è finito l’uomo.

Certo, allora che fare? Ci chiediamo, spesso impotenti, costretti a subire di fronte alla violenza che scoppia e viola la vita. Forse più che fare siamo interpellati ad essere. Essere presenza, prossimi.

Betlemme. Presso suore e frati del “Verbo Incarnato” [come il parroco di Gaza], che accolgono bambini e ragazzi disabili o rifiutati

Fra Francesco Ielpo, Custode di Terrasanta racconta: “Nel 2016, per la prima volta andai in Siria. Nella Aleppo distrutta al 75%, due giovani coniugi con una bambina pensavano di andarsene per avere futuro: “Se rimangono i frati, noi possiamo rimanere”. Da 800 anni i frati rimangono.

Quali le possibilità concrete? E’ possibile disinnescare l’odio? Promuovere e fecondare nuova vita?

Chi è più forte? Più forte è Dio, cioè l’amore. Siamo pellegrini di speranza.

E incontrando, vedendo e ascoltando, percorrendo, percependo e tastando la realtà che ti scorre attorno, puoi capacitarti e dar campo ad altro.

“Il vento soffia dove vuole, tu ne senti la voce, ma non sai da dove viene e dove va, così è per chiunque è nato dallo Spirito” Leggiamo nel Vangelo di Giovanni. Questa è la libertà e la liberazione alla quale, da sempre, invita Gesù, nella sua terra, per il crogiuolo di identità che la abitano e per tutti.

Ecco il pellegrinaggio, il nostro in Terra Santa. Ma quanto Santa è la Terrasanta?

Già, proprio al Santo Sepolcro è stratificata, come in tutta Gerusalemme, una storia di contese, reali e pregnanti,

anche se, come al solito, il bene non fa notizia. Noi il bene, il bello, lo abbiamo in vario modo incontrato.

Il vescovo Domenico con don Piotr e fra Francesco Ravaioli

Ad esempio con Lucia D’Anna, violoncellista da Varese a Gerusalemme, dal 2015. Ha sposato Jamil ed ha un bambino di 5 anni che ritroviamo alla scuola dei francescani. Lucia fa musica con israeliani e palestinesi. E’ anche ricercatrice per l’università di Modena e Reggio Emilia. Per Lucia: “Le note educano alla bellezza, dove di bellezza se ne vede poca. Educano al rispetto. danno disciplina. La musica aiuta a tirar fuori le emozioni più forti: paura,

rabbia tristezza, ma anche gioia, per il fatto di suonare insieme”.

Cristiani necessari, cristiani pontieri. Don Piotr, sacerdote polacco, con fra Francesco Ravaioli da Ravenna, ci raccontano dei cattolici che parlano e pensano in lingua ebraica. Racconta fra Francesco. “Capita che ci sia una preghiera per i morti a Gaza, una per i soldati che ‘ci proteggono’ ed una per la fine della guerra in Ucraina”.

Questi alcuni sprazzi da tre intensi giorni a Ramallah,Taybeh, Gerusalemme, Betlemme e campo di Aida, incontrando, oltre ai suindicati, Alessandra Buzzetti di TV2000, fra Ibraim Faltas responsabile di 18 scuole della Custodia, Nizar cronista per la Radio di Ramallah, Wafa che, vista e colta, si è sentita amata e libera.

Importante tornare nei Luoghi Santi per fecondare pace e convivenza. Accanto alle pietre della storia, essere ed incontrare pietre vive.

Per noi un bel modo di entrare nella Quaresima che, quest’anno, va di pari passo al Ramadan.

Anche in questi giorni di guerra esplicita continuiamo a mantenere raccordo e prossimità coi nostri amici che vivono in Terrasanta.

Betlemme. Foto di gruppo
Gerusalemme. Orto degli ulivi. Ulivo del tempo di Gesu’ [2000 anni]

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