ArticoliGlocali

Fiera indomita maestosa La Gùana del Primiero. Arte natura leggenda

Nel parco del benessere a Fiera di Primiero

di Valeria Magri

Una scultura monumentale creata dall’artista Marco Martalar. Tutta in legno. Costruita con oltre 2000 pezzi e radici presi nei boschi devastati dalla tempesta Vaia. Per non dimenticare quel drammatico evento climatico, lo scultore ne ha costruito altre in varie località montane. Questa è veramente imponente. Sembra attraversata dal vento che le muove i capelli ma lei sembra dire: “Non mi distruggerete”. Possiamo vederla come un simbolo di resilienza ma anche di rinascita. Si parla di lei in Paese. Per vederla occorre salire un po’ in alto. Si trova nel parco del benessere, luogo incantevole e rilassante che guarda la vallata. Esiste anche una leggenda che richiama tempi lontani dove la tradizione della valle del Primiero racconta di figure mitiche, le gùane. Si narra fossero ninfe legate all’acqua. Si trovavano presso laghi e fiumi nei pressi di Castel Pietra al sass de le gùane. Rappresentavano un equilibrio tra uomo e natura. La leggenda narra che si univano ai maschi fino a formare una famiglia ma erano in possesso di un segreto che nessuno poteva svelare, se i mariti cercavano di farlo scomparivano e si rifugiavano nell’acqua con sembianze di lontre, animale simbolo della comunità del Primiero. E non tornavano più.

Quando ho visto questa scultura mi ha sollecitato alcune riflessioni rispetto a questo momento storico. Due sono i temi, a mio avviso molto attuali, che emergono da questo breve racconto: il clima e il femminicidio. Il primo ci riporta ai disastri ambientali, causati dal clima che l’uomo ha contribuito notevolmente a modificare e peggiorare. Mentre il secondo: i femminicidi, oggi tanti. La donna gùana che non è rispettata, nella leggenda, scappa, si sottrae ad un destino di oppressione e controllo, si trasforma e l’uomo non può nulla. Per le nostre donne la realtà è ben diversa come sappiamo. Possiamo, mi chiedo, provare a cambiare questi disastri prima che sia troppo tardi e che proprio per questi errori l’umanità tutta si autodistrugga? Insieme alle guerre sono queste le due sciagure che l’uomo continua a portare avanti, distruggendo valori importanti per la sua sopravvivenza come il rispetto, i diritti, l’amore per la vita. Punizione e repressione non possono essere i soli strumenti da utilizzare. Occorre anche l’educazione in famiglia e a scuola per combattere una deriva tragica e inafferrabile.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *